©Fabio Mantegna
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Conclusa

Geometrie Tessili

Disegni per tessuto nell’opera di Sonia Delaunay
In occasione di Milano Art Week 2026
Con opere di Sonia Delaunay, Fortunato Depero, Giacomo Balla, Leonardo Dudreville, Atanasio Soldati, Alberto Magnelli, Giacomo Grasse, Rugiyatou

In occasione della Milano Art Week, Casa Gregotti presenta una mostra dedicata alla ricerca di Sonia Delaunay, figura centrale della scena artistica parigina tra le due guerre e cofondatrice del Simultaneismo. Al centro della sua pratica, il colore si afferma come elemento strutturale capace di generare ritmo, movimento e percezione dinamica, superando i confini tradizionali della pittura.

A partire dal 1913, questa ricerca si estende al tessile, alla moda e agli oggetti d’uso, dando vita a un linguaggio in cui arte e vita coincidono. I disegni e i progetti in mostra, concepiti come superfici attive, pensate per il corpo e il movimento, testimoniano una visione in cui l’astrazione si fa esperienza concreta e quotidiana.

Il percorso espositivo si apre con una selezione di fotografie di Giacomo Grasse dedicate ai tessuti di Delaunay e Raoul Dufy, per poi proseguire con opere su carta e progetti per abiti, tra cui gli abiti simultanei, veri e propri dispositivi visivi in cui il colore costruisce identità e spazio.

Accanto alle opere di Delaunay, una serie di dialoghi con lavori della collezione Gregotti, da Fortunato Depero a Giacomo Balla, da Leonardo Dudreville ad Atanasio Soldati e Alberto Magnelli, mette in luce affinità e divergenze tra le ricerche astratte del primo Novecento, evidenziando il comune interesse per ritmo, segno e costruzione visiva.

La mostra si apre infine al contemporaneo con l’opera Lost in Thoughts (2023) di Rugiyatou Ylva Jallow, che introduce una riflessione attuale sull’identità e sull’ibridazione culturale.

L’intero progetto riflette una visione radicale dell’arte come esperienza che attraversa lo spazio della vita. In questo senso, il lavoro di Sonia Delaunay trova una naturale affinità con Casa Gregotti, dove l’opera non è separata dall’ambiente domestico, ma viene vissuta, abitata e messa in relazione.